28/09/2022
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Nel nome e nello spirito di Aldo Capitini
...perché la parola "pace" ha senso e serve
Questo è "l'Orologio di Capitini", murale a Perugia di Francesco Capponi. Riproduce l'orologio del Palazzo dei Priori dietro il quale c'era la cella-stanza di Aldo Capitini.
In quella stanza la tempo della cospirazione antifascista sono saliti tutti, proprio tutti, gli esponenti di quello che poi hanno chiamato il socialismo liberale. Calogero, probabilmente Parri, i Rosselli, lo storico dell'arte Carlo Ludovico Ragghianti e tanti altri che Walter Binni ricorda nei suoi testi sull'amico fraterno Capitini.
Mario Spinella nel ricordare il suo incontro con Capitini parla in "Memoria della Resistenza" di quella stanza come di "un'oasi di libertà". Ed anche Bobbio salì quelle scale del Palazzo dei Priori.
Poi loro scelsero. Molti divennero i capi di Giustizia e Libertà. Spinella è stato il segretario di Togliatti. Capitini rimase solo ma nessuno di loro parlò di lui come di uno che di fatto stava dalla parte di Mussolini.
Anche i giovani perugini che frequentavano quella stanza e poi scelsero la Resistenza Rasimelli, Vinci Grossi, Innamorati, Lello Rossi, Tenerini non lo fecero, ricordavano le diversità di vedute, le divergenze ma mica parlavano di lui come un colluso. Anzi c'era sempre affetto e molto, molto rispetto nei suoi confronti. E si vedeva che erano gratificati dall'essere ricordati come dei giovani "capitiniani".
Ora, invece, i sepolcri imbiancati del giornalismo italiano fanno la lista dei buoni e cattivi e c'avrebbero messo pure Capitini se fosse vivo. Si sono pure attaccati, Repubblica in testa e Mentana a ruota, al manifesto della Marcia della Pace che tra l'altro ripropone quello del 1999.
Lo fanno, i sepolcri imbiancati, perché sono in malafede. Perché se avessero partecipato a una - solo una - delle Marce della Pace saprebbero che il manifesto della Marcia sono le facce sorridenti delle ragazze e ragazzi, molte dell'associazionismo cattolico e del movimento scout, altre di Libera, Emergency e infinite altre sigle. Dei preti, fraticelli e suore che stanno in mezzo a loro. Compresi anche politici bravissimi a farsi notare o all'inizio o alla fine della Marcia che tutta non la fanno.
E sarà così anche domenica, nel nome e nello spirito di Aldo Capitini che quel murale di Perugia, ora consunto, ci ricorda come ci ricorda che oggi la parola "Pace" ha ancora senso e serve.


Vanni Capoccia

Inserito domenica 24 aprile 2022


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