06/07/2022
direttore Renzo Zuccherini

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Arconi? Io non sono stato, io non c'entro niente
Se ancora siamo in tempo, un段dea valida sarebbe di utilizzare gli ambienti degli Arconi per realizzare una esposizione dell段ngente patrimonio archeologico, confinato all段nterno di magazzini e quindi invisibile



ネ trascorsa la nona primavera da quando s段nizi a parlare di trasformazione delle poderose, antiche strutture architettoniche arcuate, meglio note come 鄭rconi di via della Rupe, situata nel cuore dell誕cropoli perugina.
Elementi murari che permisero l弾dificazione e lo sviluppo del tessuto cittadino.
Era auspicabile che queste strutture di sostegno restassero libere e leggibili nella loro funzione originaria.
E invece, che fine gli hanno fatto fare? Il luogo tuttora perimetrato dalla recinzione di cantiere.
Le porte per ora restano chiuse, serrate.
Per chi si fosse perso qualche puntata precedente, ricordiamo che si tratta di arte muraria monumentale caratterizzata da robusti contrafforti che, sostenendo la scarpata della Rupe che guarda verso Assisi, hanno consentito la realizzazione, e quindi la conservazione, della soprastante, vasta, piazza del Sopramuro, oggi piazza Matteotti. I possenti e rassicuranti avambracci hanno la precipua funzione di sorreggere e salvaguardare l段ntera scarpata del Pincetto. Questa primaria vocazione, recentemente, ha finito con l弾ssere sminuita, occultata e deturpata dal noto e discutibile uso improprio degli spazi, indebitamente frazionati e parcellizzati da un progetto elaborato dalla amministrazione comunale improvvisato e privo della necessaria valutazione storica.
Tanti cittadini si sono domandati: 電opo che abbiamo speso una esorbitante cifra a sei zeri per questo intervento, quale sar mai il destino dei malcapitati, grandi Arconi?
Giusto un annetto fa tirarono fuori dal cilindro il modello londinese degli 的dea Store, un che di ibrido dove si legge, si gioca e ci si infarina!
Perch cercare soluzioni tanto lontane, quando potremmo essere noi d弾sempio per tanti altri?
Se ancora siamo in tempo, un段dea valida ci sarebbe, quella di utilizzare gli ambienti degli Arconi per realizzare una giusta dimora dedicata all弾sposizione, alla rassegna dell段ngente patrimonio archeologico, da sempre confinato all段nterno di anonimi, asfittici magazzini e quindi invisibile.
Sarebbe un弛ccasione per accompagnare il pubblico, e in modo particolare i pi giovani, alla lettura e alla comprensione dei manufatti prodotti dalle civilt locali che ci hanno preceduto. Uno spazio didattico utile per poter prendere parte consapevolmente alla vita culturale della comunit.
Questa idea produrrebbe un duplice vantaggio, sia per gli Arconi, sia per il patrimonio archeologico invisibile: un efficace e istruttivo allestimento per la conoscenza delle abbondanti tracce del passato che il sottosuolo ci regala e continua a regalarci.
Va considerato che ci che vediamo esposto all段nterno dei musei non che una porzione infinitesimale di ci che la storia ci ha tramandato e consegnato.
Tutto ci ci invita a cambiare il modo di pensare, a favore di una auspicabile strategia di valorizzazione sia del patrimonio confinato, 渡ascosto nei depositi, sia dei siti, anch弾ssi nascosti, ignorati e invece salienti, importantissimi per restituire informazioni inedite e insospettabili.
Quale area migliore se non quella sottostante Piazza Matteotti? Oltre il 杜urus civitatis, in fondo agli Arconi, oggi occultato da una inopportuna serie di cessi, c定 tutto un mondo sconosciuto da scoprire.
Fin qui la nostra legittima proposta. Parliamoci chiaro, la cosa migliore sarebbe di riportare il tutto allo stato originario, ma dopo aver dissipato una tale barca di quattrini (trattasi della bellezza di 4,2 milioni di euro!) ci obiettivamente impossibile.
Certo, sarebbe meglio se si potesse almeno limitare il danno, per esempio segando le orride escrescenze, cio i gabbiotti di vetro malamente sporgenti, forzatamente ficcati l ad invadere l誕ntistante terrazzamento del Pincetto.
Difficilmente purtroppo, potr essere esaudita questa proposta, dato che ormai regolarmente
assente ogni Cultura per la citt.
Una intricata e tribolata vicenda dove tutti i preposti fautori hanno dichiarato, e continuano a dichiarare: - Io non sono stato, io non c'entro niente -
Non resta che un'ultima mossa fattibile: apporre civicamente una lapide a imperitura memoria, con su scritto il rammarico per aver perduto la fisionomia di uno degli scorci pi caratteristici della nostra citt.




Mauro Monella

Inserito luned 13 giugno 2022


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