07/02/2023
direttore Renzo Zuccherini

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Sala dei Notari: non si può fare
E forse non si farà. Rimane la questione dell'opportunità del "grande evento" del capodanno

Forse - a leggere la stampa - il Comune, travolto dalle critiche, farà marcia indietro e non utilizzerà la Sala dei Notari (cioè la Sala del Popolo) per farci i camerini.
Ma intanto la riaffermazione del valore simbolico della Sala non deve far  dimenticare la questione dell'opportunità di investire tante risorse comunali in un "grande evento", grande quanto effimero.
Ci dicono che servirà a rilanciare l'immagine della città: ma quale immagine?
Intanto, continuiamo a tenere viva la questione, con due interventi di Vanni Capoccia.

La Sala dei Notari uno spogliatoio, che vergogna!
Lo storico dell’arte Pietro Scarpellini diceva che “innanzi tutto c’è il quadro, poi tutto il resto”. In questo caso prima di tutto c’era la Sala dei Notari, poi tutto il resto, vedendola, e torno a Scarpellini, con “occhi chiari, senza lenti deformanti”. Invece non è stato così, la Sala dei Notari è stata guardata da Sindaco, assessore alla cultura, maggioranza con sguardo deformato centrato sullo spettacolo di Capodanno senza nemmeno pensare che a poche decine di metri c’è il Teatro comunale Morlacchi con camerini e tanti ambienti da poter utilizzare.
Favoriti in questo dal silenzio della città. Di solito si dice che il silenzio è assordante o complice o parlante o indifferente. In questo caso è stato solo silenzio e saliva dalle soprintendenze, dalle aule universitarie, dalle associazioni cittadine e di quartiere, dalla politica, dalle redazioni.
Si è anche sentita molto forte l’assenza della società civile e di un’opinione pubblica. Personalmente ricordo i post di Anna Schippa e Daniela Rosati, due donne. A dimostrazione che più che padri bisogna sentirsi madri di una città, e Perugia - la Sala dei Notari lo conferma - ha proprio bisogno di persone che siano materne nei suoi confronti.



Sala dei Notari: non si può fare
Il soprintendente dell'Umbria Giuseppe La Cava  sulla vicenda della Sala dei Notari da trasformare in spogliatoio per uno spettacolo televisivo ha dichiarato a Daniele Bovi di Umbria24 di non aver  «ricevuto alcuna richiesta specifica ma credo che nei prossimi giorni ne parleremo con il Comune» e continua dicendo di non poter dare un giudizio su questo perché «ci esprimiamo sulla base di progetti e richieste; per ora ho letto i giornali e visto i servizi in tv, ma non so effettivamente cosa verrà fatto, quindi non ho elementi per esprimermi». 
Una risposta sorprendente, da un lato dimostra l'approssimazione e noncuranza degli uffici comunali di Sindaco e assessori che non si sono posti il problema di una  reazione pubblica di fronte a un intervento così pesante su un bene prezioso come la Sala dei Notari, dando inoltre per scontato il consenso della Soprintendenza che altrimenti avrebbero prima consultata.
Sconcerta anche un soprintendente che leggendo quanto stava succedendo non alza il telefono e chiede delucidazioni, anche perché se lo avesse fatto non ci sarebbero state tutte le tensioni che ci sono e, seppur informalmente, avrebbe dato l'unica risposta che poteva dare "non si può fare".
Per il semplicissimo motivo che la Sala dei Notari è l'ultimo elemento di un sistema di quattro piazze che partendo da Piazza Piccinino, passa per piazza Danti, arriva nella Piazza della Fontana e salendo per le scalette della Vaccara finisce alla Sala dei Notari dove l'ingresso, lo ha fatto giustamente notare Italia Nostra, è pubblico, libero e gratuito.
È la piazza coperta del Comune dove, come succede nelle piazze, liberamente si va e se ne esce, le si riempie e le si vuota.
Ciò dà a quella Sala già ricca di storia e arte un altissimo valore civico e morale. La Sala dei Notari ha una sua moralità che non consente a Sindaci e assessori nemmeno di immaginare di trasformarla in spogliatoio e alla Soprintendenza di permettere che avvenga.



Vanni Capoccia

Inserito sabato 26 novembre 2022


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