18/05/2024
direttore Renzo Zuccherini

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Sulla incauta e pericolosa autorizzazione dell'uso del Css a Gubbio
Perché i cittadini si sono visti rifiutare una VALUTAZIONE dell’IMPATTO AMBIENTALE sulle due grosse industrie che, da oltre 120 anni cumulativi, li espongono ad emissioni dannose?


La sentenza del Tar che ha rigettato il ricorso del comune di Gubbio contro l’uso del Css (combustibile solido secondario, cioè derivato da rifiuti) nei due cementifici è un grave ed ulteriore macigno contro la presa di coscienza di tanti cittadini, consapevoli del loro stato di ESPOSTI INVOLONTARI alle industrie insalubri di prima classe che, cumulativamente, da oltre 120 anni svolgono attività nel loro territorio, senza mai avere avuto la possibilità di conoscere quali conseguenze esse possono determinare o aver determinato, sull’ambiente e quindi sulla SALUTE loro, dei loro figli e delle generazioni future. I cittadini volevano soltanto vedere riconosciuto quel diritto che è sancito dall’art 41 della Costituzione: 
“L'iniziativa economica privata è libera. NON PUÒ SVOLGERSI IN CONTRASTO CON L'UTILITÀ SOCIALE O IN MODO DA RECARE DANNO ALLA SALUTE, ALL’AMBIENTE, ALLA SICUREZZA, ALLA LIBERTÀ, ALLA DIGNITÀ UMANA. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.
Perché i cittadini di un territorio che hanno nel loro Sindaco non solo il più importante rappresentante ma anche la massima autorità sanitaria, si sono visti rifiutare una VALUTAZIONE dell’IMPATTO AMBIENTALE sulle due grosse industrie che, da oltre 120 anni cumulativi, li espongono ad emissioni dannose?
Per quale motivo si rigetta la possibilità di conoscere se corrono rischi essi stessi ed i loro figli? Perché non debbono difendere quel territorio dove sono nati e cresciuti, dove hanno scelto di continuare a vivere, lavorare e procreare?
Da come si erano messe le cose dopo l'approvazione da parte del governo Draghi dei decreti Concorrenza e Semplificazioni (tutti dentro, dal Pd ai M5S alla Lega) era chiaro che andava a finire così..
Poi ora il Governo Meloni  (provare a cercare nel programma della destra le linee programmatiche su ambiente e salute ) ha rafforzato la linea negazionista in materia ambientale che pure sostiene la giunta Tesei.
Necropolitica pura, in linea con il dominio della sfera militare che da tempo regola le priorità nell'Occidente capitalista.
 Isde  Umbria, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, ritiene dannose per la salute dei cittadini e per l'ambiente le politiche ambientali e sanitarie della Regione.
 Isde Umbria plaude all'azione del sindaco Stirati e dei comitati per l'ambiente, dato che entrambi si sono battuti  per tutelare salute e ambiente a Gubbio, hanno organizzato un Audit per l'ecodistretto e poi sono stati pugnalati alle spalle da forze politiche e sindacali mosse  da primitivismo  ambientale.




Isde Umbria

Inserito sabato 14 gennaio 2023


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