21/06/2024
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Via Benedetta e il suo pregiato selciato
Nel suolo cittadino affiora un insospettabile tesoro sotto l’impietosa coltre di bitume. Per carità, che non venga la fregola di tappezzare via Benedetta con l'abuso del cosiddetto “calcestruzzo architettonico”


Città storica, Borgo di Porta Sant’Angelo.
Mentre ci incamminiamo lungo via Benedetta, che testimonia il tracciato dell’acquedotto medievale, non sfugge allo sguardo l’antico selciato che affiora qua e là da chiazze di catrame colato a mo’ di grossolano rattoppo sopra le lastre di pietra arenaria dalle belle sfumature grigiastre e giallognole. 
Nel diffuso alternarsi di buche e gobbe nel suolo cittadino, affiora un insospettabile tesoro sotto l’impietosa coltre di bitume. Un’opera di pavimentazione tradizionale così pregiata meriterebbe un opportuno restauro e una degna restituzione all’uso. Ce lo chiedono le pietre stesse, desiderose di tornare a far parte di quello che era il precedente decoro.
L’improvvido catramaccio si espande sulla via fino ad ammantare il largo terrazzato, situato tra l’ingresso dell’ex monastero di S. Benedetto dei Condotti e le scalette della discendente via del Fagiano.
Per carità, che non venga a lor signori la fregola di tappezzare via Benedetta con l’inappropriato uso, anzi per meglio dire, abuso del cosiddetto “calcestruzzo architettonico”.
In una città storica qual è la nostra vanno necessariamente applicate le regole tradizionali dell’arte muraria.
Le sperimentazioni avventate, improvvisate, prive di disegno progettuale, lasciamole perdere perché rappresentano un pessimo esempio.



Mauro Monella

Inserito martedì 31 gennaio 2023


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