24/06/2024
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Appello al Sindaco
"Le chiediamo di costituirsi parte civile insieme a noi nel processo del 9 maggio contro Biondi Recuperi che ha costretto in più occasioni le comunità dei Ponti a vivere chiuse in casa...": appello all'impegno del Sindaco, di cui però non riusciamo a trovare traccia

Pubblichiamo volentieri l'accorato appello delle associazioni sui problemi di Ponte San Giovanni, pur non condividendo l'insistito apprezzamento per un supposto "impegno nel miglioramento della qualità urbana" da parte del Sindaco o del Comune, impegno di cui non riusciamo a trovare traccia nella realtà urbana del quartiere, né di altre parti della città.


Gentile Sindaco Romizi,
vivere a Ponte S. Giovanni può essere difficile. L’eccessiva vicinanza a Perugia, con il progressivo ridursi dei tempi storici di viaggio passati da quelli impiegati a piedi poi a cavallo, in bicicletta, con i mezzi a motore pubblici e privati, ha lavorato per distruggere la sua personalità e indipendenza come borgo e anche come comunità. Tutto ciò senza bilanciare con i vantaggi della vicinanza.
Poteva benissimo essere una città da 15 minuti sul modello di quelle proposte dalla sindaca di Parigi, e c’è stato un tempo in cui lo era, invece da molti decenni continua ad essere trattata come una colonia, una succursale. In quanto succursale si fanno esperimenti, soprattutto edilizi e abbiamo vissuto sulla nostra pelle gli esiti di tali esperimenti, anche se riconducibili alle precedenti sindacature. Edifici abbandonati perché incompiuti o, peggio, sequestrati alla criminalità organizzata e, a dirla tutta, è una fortuna che non siano stati abitati evitando così il collasso della viabilità generale, già ora vicina a questo stato. E’ apprezzabile, dunque, lo sforzo di correggere quell’errore clamoroso con il progetto Pinqua riconducibile proprio alla Sua sindacatura. Così come apprezzabile è la manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture di competenza iniziata dal primo giorno di sindacatura.
Riconosciamo, dunque, il Suo impegno nel miglioramento della qualità urbana e proprio per questo siamo sicuri che non vorrà abdicare al ruolo di educatore/modello che un Sindaco, secondo noi, dovrebbe avere. L’aria che si respira a Ponte S. Giovanni in certi mesi dell’anno è da maschera antigas. L’inquinamento atmosferico è responsabile di 90000 morti l’anno facendo dell’Italia il Paese europeo più inquinato; quale potrebbe essere la quota di morti sui 20000 residenti di Ponte S. Giovanni? Come sappiamo, poi, l’aria non ha confini e l’inquinamento prodotto a Ponte S. Giovanni raggiunge anche Perugia, gli altri Ponti, le città vicine scaricando inquinamento senza che questi possano godere anche dei benefici economici come chi ha prodotto tale inquinamento.
Dunque, ecco l’appello Signor Sindaco, data la sensibilità e l’impegno che Le riconosciamo sul miglioramento della qualità urbana, pur non condividendo tutte le scelte, Le chiediamo di costituirsi parte civile insieme a noi nel processo del 9 maggio contro Biondi Recuperi che ha costretto in più occasioni le comunità dei Ponti a vivere chiuse in casa rinunciando al consumo degli alimenti auto prodotti a causa di cosiddetti incidenti che, per essere tali si sono ripetuti troppe volte.
Noi lo consideriamo un atto dovuto per incentivare l’assunzione di responsabilità dei potenziali inquinatori, ma considerando la realtà non sembra scontato, altri politici farebbero calcoli elettorali, di opportunità, di tornaconto, di amicizie trascurando il primo dovere di un Sindaco: la salute di tutti i cittadini.
Confidiamo che prevalga la sensibilità di Sindaco finora mostrata.
Cordiali saluti



Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero aps, Comitato Molini di Fortebraccio

Inserito mercoledì 29 marzo 2023


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