26/06/2024
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Dov'è il volto di Primo Ciabatti?
Era nell'ingresso della scuola Ciabatti, ma non c'è più: esiste ancora e se esiste dov'è?

Poco fa sono passato davanti alla Scuola Elementare Primo Ciabatti, c'era un genitore che forse aspettava il figlio o la figlia la porta era sfessurata e dove si trovava il gesso che ricorda (o ricordava?) Primo Ciabatti non c'era.
Quindi la domanda da fare non è più se il gesso di Ciabatti è al suo posto; quello che va chiesto è se il gesso esiste ancora e se esiste dov'è?
E' una domanda alla quale devono rispondere il Sindaco Andrea Romizi e l'assessore competente e che dovrebbero porgli consiglieri comunali nell'Aula Consiliare; l'Anpi regionale, provinciale e quelle cittadine; associazioni cittadine se pensano che questo pezzo di memoria cittadina e quanto Ciabatti ha fatto per l'Umbria e Perugia meriti il loro interesse; ed anche singoli cittadini e cittadine.
Tra non molto quella che viene chiamata piazzetta del cedro sarà intitolata a Raffaele Rossi sarebbe il colmo se mentre viene inaugurata i presenti non sapessero ancora che fine abbia fatto il bassorilievo con Primo Ciabatti o - peggio ancora - facessero finta di non sapere
Vanni Capoccia 

È AL SUO POSTO IL VOLTO DI PRIMO CIABATTI?
Piero Calamandrei diceva che per sapere dov'era nata la Costituzione bisognava andare "nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati".
Ma a ricordare dove sia nata ci sono anche lapidi, monumenti e busti dedicati a chi ha combattuto ed è morto per la nostra libertà. Frammenti di memoria che è importante rispettare proteggendo il luogo dove si trovano.
Invece a Perugia è come se questo non contasse. Da tempo si attua una sottile "cancel culture" per cui alla scuola Mario Grecchi di San Sisto, popoloso e popolare quartiere della città, si è cambiato nome e quello del giovane partigiano fucilato morente spostandolo in una scuola ai confini comunali. Così come il palo dove Mario Grecchi venne fucilato conservato nella cripta della tomba al cimitero monumentale dov'è sepolto si è consentito che venisse portato in un museo di Milano depotenziandolo, mentre al camposanto di Perugia poteva esprimere la sua capacità evocativa.
Quello che è stato fatto si definisce desemantizzare, parolaccia che usano sociologi e sociolinguisti e vuol dire spostare in altro luogo privando di senso.
Ora non vorremmo che identica sorte sia toccata al gesso bronzato a Primo Ciabatti, anche lui Partigiano fucilato giovanissimo e malato come Grecchi. Si trovava all'ingresso della scuola elementare Ciabatti: nome scelto non a caso considerato che Primo era maestro elementare e la scuola era stata a lungo chiamata Il littorio.
Si tratta di un'opera di Romeo Mancini che probabilmente conobbe Ciabatti frequentando la casa di Capitini come dimostra lo stesso gesso: un ritratto ben definito e non un volto simbolico.
Se fosse sparito non è accaduto per negligenza di chissà chi, ma per un preciso disegno da parte di chi aveva il dovere di proteggere un bene e un valore della città.

7 maggio 1944 
Primo Ciabatti e l’amico fraterno Riccardo Tenerini sono stati i primi due giovani che grazie al loro insegnante Bruno Enei si avvicinarono ad Aldo Capitini. Diventato Partigiano venne fucilato giovanissimo a Cagli il 7 maggio 1944 dai nazisti che lo prelevarono malato da una casa di contadini.
Un destino simile a quello di Mario Grecchi che li ha fatti diventare i partigiani più amati a Perugia.
Il suo nome non è stato dato a caso alla scuola elementare che durante la dittatura fascista era stata il “Littorio”. È stata intitolata a lui per il nome che quella scuola aveva avuto, perché Ciabatti aveva conseguito il diploma magistrale. Perché Porta Pesa dove si trova è un luogo della città i cui abitanti subirono la repressione fascista. Ed è per questo che all’interno della scuola venne messo un busto in gesso di Primo Ciabatti, con tanto di targa che lo ricordava.



Vanni Capoccia

Inserito lunedì 25 settembre 2023


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