10/06/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Liberiamo la Piazza!


15 ottobre 2009 

Quindici firme per la dignità della Piazza
Un appello al sindaco Boccali

Una lettera-appello è stata indirizzata da quindici personalità cittadine al sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, perché "voglia salvaguardare la dignità della città da manifestazioni e allestimenti di cattivo gusto che non si conciliano con la storia, la cultura e il grande patrimonio artistico di Perugia".
Si chiede in particolar modo "di preservare almeno piazza IV Novembre dalla collocazione di punti vendita e di installazioni pubblicitarie che ne deturpino l'armonia e la dignità, quali quelli che abbiamo visto negli anni più recenti a base di stands che affiancano la Fontana maggiore e la sovrastano con "mucche caroline" volanti".
"Confidiamo - continua la lettera - nella sua sensibilità e nel fatto che questa giunta possa in futuro provvedere ad una più consona distribuzione della manifestazione in altre zone della città".
I firmatari sono Gianfranco Maddoli, Simonetta Stopponi, Mario Tosti, Giovanni Falaschi, Fausto Grignani, Carlo Calvieri, Giuseppe Calzoni, Mario Martini, Michele Bilancia, Fausto Sciurpa, Marcello Gaggiotti, Gabriele De Veris, Paolo Camerieri, Gianni Barro, Saverio Ripa di Meana.
 

"La Tramonatana" si unisce volentieri all'appello.

Di seguito, tutti i documenti del dibattito promosso dalla "Tramontana":

Lettera aperta ai consiglieri comunali


ALLA CORTESE ATTENZIONE
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PERUGIA
E DI TUTTI I CONSIGLIERI COMUNALI


Perugia 24 aprile 2009
Sig. Presidente del Consiglio Comunale, Sig.ri Consiglieri,
a seguito dell’ennesima occupazione delle due principali piazze cittadine (tra il 19 e il 22 marzo 2009) da parte di enormi strutture di una manifestazione commerciale, che impattavano pesantemente sulla godibilità e fruibilità del complesso monumentale e sulla stessa vivibilità urbana, sul giornale in rete La Tramontana (www.latramontanaperugia.it) è stata lanciata una proposta, che riguarda la Piazza intesa nel senso storico, cioè in primo luogo l’attuale Piazza IV Novembre, e poi Piazza della Repubblica, Piazza Matteotti, Piazza Danti:
facciamo della Piazza una zona franca della cultura e della partecipazione, come è stato fatto per la Sala dei Notari; vietiamo in Piazza ogni installazione: palchi, strutture, bancarelle, amplificazione, chioschi; eliminiamo dalla Piazza tutte le manifestazioni, salvo quelle di alto livello politico o culturale; d’ora in avanti, la Piazza sia restituita alle sue funzioni storiche, cioè la funzione politica, la funzione culturale, la funzione turistica, la funzione commerciale diffusa (quella del piccolo commercio e degli esercizi pubblici).
E’ una proposta che mira non solo a rispettare il luogo, ma soprattutto a rispettare i cittadini e i loro bisogni (quelli veri, non quelli indotti dalla grande distribuzione): la socialità, la cultura, la partecipazione, la bellezza. La proposta non vuol certo impedire la realizzazione di manifestazioni commerciali, che hanno la loro ragion d’essere, e nemmeno pretende la loro delocalizzazione in altre aree della città (come peraltro avviene per altre, pur importanti, manifestazioni): chiede perlomeno il rispetto dei luoghi simbolici più significativi sia per lo spirito civico di Perugia, che per importanti attività commerciali e ricettive (bar, pubblici esercizi, ristoranti, piccolo commercio, attività turistiche) che non solo non si avvantaggiano di tali iniziative, ma anzi ne sono danneggiate. Vi sono, anche nel centro storico, luoghi e ambienti che possono tollerare per brevi periodi una utilizzazione anche per iniziative come quella di cui parliamo, senza impattare sul delicato equilibrio architettonico, civile, turistico e commerciale dell’area della Piazza storica.
Alla proposta aderirono subito, con entusiasmo, circa un centinaio di persone, che hanno scritte lettere piene di indignazione per l’uso improprio della Piazza, ma piene anche di attente e intelligenti proposte, frutto di autentico attaccamento alla città e di comprensione della sua storia civile e democratica. Le lettere, di cui raccomandiamo la lettura, sono pubblicate sul nostro sito.
In considerazione delle dimensioni dell’adesione alla proposta, che ha avuto carattere spontaneo e non è stata supportata da strumenti organizzativi (vedi: raccolta di firme), pure previsti dallo stesso Statuto comunale,
chiediamo al Consiglio Comunale
di trasformare la volontà dei cittadini in una norma regolamentare definitiva, con una Delibera che sarebbe salutata come un atto di liberazione e di speranza.
Riteniamo che questo potrebbe essere un bel modo per concludere, con un gesto di apertura al futuro, il vostro mandato di Rappresentanti eletti dei cittadini di Perugia.

maggio 2009
Renzo Zuccherini, Direttore de “La Tramontana”

La lettera è stata pubblicata anche su:

http://www.umbrialeft.it/node/17038 

 e su

http://www.perugianews.it/it/iniziativeliberiamo_le_piazze_del_centro_lettera_aperta_di_zuccherini_ai_consiglieri_comunali.html

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Sono arrivate decine di risposte alla proposta di liberare la Piazza e di riportarla ad essere il centro della vita civica: di seguito si possono leggere quelle di:

1) Emanuela Arcaleni, Giorgia Ballarani, Paolo Bartoli, Filippo Calcinaro, Giuseppe Calzoni, Doretta Canosci, Andrea Capotorti, Lauro Ciurnelli, Daniele Crotti, Silvana De Lillo, Loredana De Luca, Gabriele De Veris, Antonio Forcina, Elisabetta Forghieri, Isabella Giovagnoni, Franco Goracci,  Claudia Gornati De Ciuceis, Gianfranco Maddoli, Goffredo Mariani, Massimo Massi-Benedetti, Andrea Matcovich, Mariangela Menghini, Maurizio Moncagatta, Monia Montanini, Massimo Montella, Simonetta Nanni, Edi Peterle, Elisabetta Proietti, Psiquadro, Daria Ripa di Meana, Elisabetta Rossi, Bruno Salvatici, Lamberto Salvatori, Fausto Santeusanio, Stefano Scarponi, Elisabetta Servadio, Francesca Silvestri, Elisabetta Solano, Solarea (Rosetta blu), Silvana Sonno, Goffredo Tapperi, Margherita Taticchi, M. Cristina Tiralti, Anna Torti, Rosy Trame, Francesco Tullio, Zaruska.

Anche l’Associazione "La città di tutti" e Legambiente Perugia, con loro comunicati, chiedono una svolta nell'uso e nell'occupazione di spazi così importanti e simbolici, come la piazza monumentale della città.

2) Vanni Capoccia, Daniela Chiavarini, Roberto Coli, Claudio Fondelli, Anna Maria Lattanzi, Anna Maria Marrani, Maria Antonietta Modolo, Parker, Stella Simonetti, Elisabetta Spaccini, Simonetta Stopponi, Maurizio Troccoli, Stefano Vinti; Il dott. Roberto Ciccone ha aderito telefonicamente alla proposta.

3) Walter Cardinali, Michele Cassioli, Maria Ferrante, Flavia, Fiorella Giacalone, Angela Margaritelli, Franco Mezzanotte, Mario Paolini, Luigi Maria Reale, Daria Ripa di Meana, Andrea Selis, Alvaro Standardi, il gruppo di www.perperugia.it

.

Tutti gli interventi e i commenti sono stati pubblicati sul sito www.latramontanaperugia.it.

Inoltre, l’articolo è stato pubblicato integralmente su:

http://www.umbrialeft.it/node/15575

e su http://www.perperugia.it/?page_id=126, su cui si sono avuti vari interventi-commenti che riportiamo di seguito.

 

Nuove adesioni:

Caro Renzo, sono stato fuori per un periodo e non ho potuto controllare la posta. Riguardo all'iniziatitva Liberiamo la Piazza non so se ho fatto in tempo ad aderire a suo tempo  (scusa il brutto gioco di parole) e se, in caso eventualmente negativo, posso farlo ora. Se sì, aderisco volentieri, perché concordo pienamente.
Cari saluti, Marcello Gaggiotti

Caro Renzo, ti prego di aggiungere anche la mia firma tra quelle che sostengono la campagna perché piazza IV Novembre, a Perugia, venga utilizzata nel rispetto delle sue caratteristiche storiche, estetiche, culturali e strutturali...

Andrea Chioini

Caro Renzo, mi sembra quasi inutile dire che condivido quello che hai scritto e per sostanziare ancora di più la questione ti rinvio all'articolo che ho pubblicato nell' ultimo numero di micropolis,
un abbraccio.

Primo Tenca

Le adesioni già pubblicate:

Sono assolutamente d'accordo. Purtroppo le amministrazioni (sostantivo plurale, leggi 'di qualsiasi colore politico') sembrano essere sorde a ogni anelito di buon senso civico. Perla ancor più rara: il rispetto per la memoria storica e culturale dei luoghi.

Francesca Silvestri

 

Mi trovo d'accordo con la proposta di vietare la piazza ad eventi puramente merceologici, evitando però che si impediscano invece i concerti. Forse unici momenti rimasti di "vita collettiva" per la Piazza.

L'analisi del ruolo civico della piazza è giusta. Peccato però che Piazza IV Novembre non sia più la piazza dei "cittadini", dato che oramai di "cittadini" che "vivono la città" nel centro ce ne sono ben pochi e che oramai la piazza, e maggiormente le vie secondarie, non sono più "vissute" ma solo "transitate", "sfruttate", "insudiciate" e "abbandonate dai perugini".

Di sicuro la politica locale ha la sua responsabilità, in primis nel non aver indirizzato un'azione di incentivazione alla residenza di famiglie e di attività economiche nel centro. Ma anche tanti dei cittadini che si lamentano sono i primi ad aver abbandonato ad altri (che non se ne curano)

i loro luoghi "storici".

Andrea Capotorti

 

Sono d'accordo. Le Autorità competenti devono capirlo.

Cordiali saluti.

Fausto Santeusanio

 

Non si può che essere pienamente d'accordo col comunicato stampa. Basta con questi tipi di

"occupazione" assolutamente impropria.

Filippo Calcinaro

 

Gentile Zuccherini, sono pienamente d'accordo con tutto quello che lei sottolinea nel comunicato

stampa, senza trascurare l'opportuna limitazione delle musiche ad altissimo volume: qualche tempo fa mi sono trovata ad una conferenza nella saletta vicino alla Sala dei Notari, che è stata interrotta perché nella piazza stavano provando dei pezzi musicali e non si riusciva a capire nulla.

Ma anche gli ormai sparuti residenti hanno diritto ad un po' di rispetto. Poi ci si lamenta che il centro si svuota!!

Grazie del suo interessamento continuo alla qualità della vita nella nostra città.

Cordiali saluti.

Prof. Doretta Canosci, Dipartimento Uomo & Territorio - Sez. di Geografia

Piazza dell'Università

 

Ormai ogni ombra di rispetto per il cittadino è stata inghiottita dalla nera voragine della sete di guadagno ad ogni costo: a costo dell'estetica, dell'educazione, della voglia di costruire valori: tutto ciò che ci può essere di positivo è considerato solo PAROLE, INGENUITA', INUTILITA'.

Ormai si vorrebbe che ci riducessimo a meri tubi: mandare giù da un lato, evacuare dall'altro. Tutto il resto è inerzia, indifferenza.

Grazie Zuccherini, per far sentire le voci di tanti, me compresa, che subiscono in silenzio questo pestaggio dell'anima, che si vorrebbe ridotta a informe poltiglia

Margherita Taticchi

 

Gentile Renzo Zuccherini, aderiamo con convinzione alla sua proposta di fare della Piazza IV Novembre una zona franca della cultura e della partecipazione.

Cordiali saluti,

Daria Ripa di Meana

Bruno Salvatici

Monia Montagnini

Goffredo Mariani

 

Gent.mo sig. Zuccherini, ho avuto modo di leggere le sue riflessioni e condivido con Lei tutto lo sdegno per questo abuso commerciale nelle nostre bellissime città italiane.

Sono passata a Perugia nei giorni scorsi come semplice turista per assaporare la poesia di questa città medievale, piena di tradizioni e arte, ma il mio stato d'animo è stato ferito notevolmente dallo scempio di cubi e gallerie che drasticamente oscuravano la magnifica visuale urbana.

Tutto questo non porta beneficio a nessuno. Impariamo ad amare e rispettare quello che la storia ci ha lasciato in eredità, guastando a pieno senza interferenza alcuna.

Abbiamo il dovere di proteggere patrimonio e dare esempio costruttivo.

Grazie e distinti saluti.

Rosy Trame

 

Caro Renzo, sulla questione che tu sollevi nel comunicato stampa sulla manifestazione appena conclusa, e riporto la posizione del Circolo di Legambiente più volte diffusa pubblicamente, ti esprimo la massima condivisione. Le iniziative di massa proposte dal signor Guarducci sono assolutamente incompatibili con quella che è la storia di Perugia e la sua cultura che dovrebbe essere rispettata in ogni occasione. Ma, come si dice, è impossibile estrarre sangue e pensieri dalle rape. Così siamo stati particolarmente contenti quando nell'inserto "Viaggi" di Repubblica Ascanio Celestini definì Eurochocolate come pornochocolate.

Continua così e sarai sempre un importante punto di riferimento per una Perugia diversa.

Lauro Ciurnelli

 

Meno male!

Pensavo di essere solo io a soffrire fisicamente per tanto scempio.

Come è successo che la Piazza "ha un padrone"? Bisognerebbe ricostruire e narrare questa vicenda cittadina.

Grazie.

Simonetta Nanni

 

Sono d'accordo con questa proposta, aggiungerei anche la proposta di abolire la sponsorizzazione, diretta e indiretta, da parte del comune e degli altri enti locali, di manifestazioni commerciali che servono da pubblicità alle multinazionali. Parlo naturalmente di Eurochocolate.

Un saluto

Elisabetta Proietti

 

Cari tutti, concordo in pieno! Volgare e soprattutto assolutamente inutile e offensivo al gusto estetico di chi ama la città e vorrebbe che fosse vissuta nel rispetto di tutti.

Grazie per l'opportunità di esprimermi,

Elisabetta Forghieri

 

Concordo su tutto, tranne che per l'uso della piazza per concerti ma di qualità che continuerei a vedere possibili, un bel coro di Gospel durante Umbria Jazz o buona musica etnica non sono certo volgari come quel che si è visto in questi giorni.

Sono una guida turistica e posso confermare, avendo lavorato domenica al centro, che anche i turisti erano perplessi e per niente contenti di essere bersagliati da improbabili doni di succhi di frutta stile animazione balneare e delle microfonate (macrocafonate?) da banditori che provenivano dal lettone a fianco della Fontana.

Ho mantenuto, come il mio ruolo impone, un contegno neutro davanti ai miei turisti ma loro hanno fatto commenti poco lusinghieri sull'iniziativa.

Ringrazio e saluto.

Mariangela Menghini

 

Che tristezza! La nostra amministrazione continua a dare prova di una mancanza totale di cultura e a fare scelte degradanti per il centro storico.

Ma non c'è modo di farci sentire su scala più vasta per esempio con una lettera a Repubblica o al Corriere della Sera?

Cordiali saluti.

Silvana De Lillo

 

Caro Renzo, hai provveduto a inviare questo tuo scritto, che apprezzo e condivido in pieno, al sindaco, alla giunta e a tutti i consiglieri? Visto che hai fatto questo sforzo sarebbe un peccato che venisse letta solo dalle persone che vedo in indirizzo. Se ti interessa raccogliere adesioni a questo comunicato stampa (ma lo pubblicheranno?) conta su di me.

A presto.

Paolo Bartoli

 

Caro Renzo, vogliamo far prevalere l'equilibrio e la sobrietà ?

Bene, ok. Propongo due elementi alla riflessione:

La sobrietà è anche mantenere la bellezza ed ovviamente evitare quel degrado culturale che giustamente ci indichi e ci inviti a contrastare.

Il punto è saperci organizzare e far prevalere valori obiettivi e modalità condivise.

Ma facciamolo nel sentimento della gioia di valorizzare veramente la nostra città di far tornare la vita dopo la stasi. Non usiamo, non evochiamo l'emozione della vergogna che è fra le più infide

perfide e controproducenti. Quindi non gridiamo allo scandalo per qualsiasi bruttura.

Semplicemente diciamo le cose, facciamo le Proposte costruttive dove tu sei maestro ed andiamo avanti.

I giornalisti avranno anche loro la eleganza di seguirci?

Grazie.

Francesco Tullio

 

Non ho visto questo lettone ma condivido pienamente tutte le tue riflessioni sull'uso della Piazza e ancor più nel voler ridare a tutto il centro la sobrietà, l'eleganza e la bellezza che vi si potevano respirare fino a non moltissimi anni fa.

Buon lavoro.

Zaruska

 

Caro Renzo, penso che sia giunto il momento di porre a tutte le autorità competenti questo tuo appello. In particolare ai candidati sindaci in modo che possano così esprimere le loro opinioni su questo preciso test di "sensibilità civica". Non sono certa che la "bellezza ci salverà" come si

sente dire, ma davanti al lettone ho avuto la certezza che la bruttezza totale ci ha già perduti.

Grazie della tua riflessione e del tuo scritto.

Elisabetta Rossi

 

... che il risveglio è ancora lontano... purtroppo siamo sempre cioccolottizzati (o cioccolocchizzati). Mah.

Scopiazzature di Disneyland.

Possiamo riportare il Campo Boario in Corso Vannucci?

Gabriele De Veris

 

Caro Zuccherini, mi associo allo sdegno nel vedere così svilito un luogo simbolo di Perugia.

Anna Torti

 

Caro Renzo, sono completamente d'accordo con la tua riflessione. Domenica pomeriggio sono

anch'io salito in centro (attratto dal "Concerto di campane" e non certamente da "Breakfest"). Come sai a Civitella d'Arna organizziamo la "Festa delle Campane" e per quello ho voluto ascoltare i suonatori che venivano da varie parti d'Italia. Vedere piazza IV Novembre in quelle condizioni, sinceramente fa storcere il naso alla gran parte dei perugini. Anche se io di perugini che conosco in centro domenica pomeriggio non ne ho incontrati. I perugini certe iniziative le subiscono e quindi non intervengono. Credo che anche i commercianti locali non abbiano poi tanti vantaggi. Molti le chiamano "iniziative creative", penso invece che siano solo "creative di cattivo gusto".

Saluti cordiali.

Lamberto Salvatori

 

Sono d'accordissimo con la sua proposta. Poichè purtroppo si è, evidentemente, perso il senso del bello, del decoroso e direi anche di rispetto per la città,proporrei l'istituzione di una "vecchia" figura cui una volta, non ricordo fino a quanti anni fa, veniva demandato il compito di vigilare in merito: quella del pubblico ornato!!!!

Loredana De Luca

 

 

Sono perfettamente d'accordo. Per riacquistare Perugia, secondo me, sarebbe ora di riprenderci il manico dopo decenni di incuria e di incompetenza.

Saluti,

Giuseppe Calzoni

 

Condiviamo pienamente.

Psiquadro

 

 

Caro Renzo, non è l'unica manifestazione - purtoppo - dell'ottusità culturale-civica e perfino economica (deprezzano un asset fondamentale della città in cambio di quattro lenticchie!) dei nostri amministratori e, più in generale, della "classe dirigente" cittadina. Del resto, per valorizzare spazi urbani di quella qualità, si erano già affidati alla ruota panoramica, alla giostra: credono di dover addobbare l'aia.

Massimo Montella

 

...che il livello culturale si è abbassato di molto. Contano solo i soldi. ma il problema è molto più ampio

Solarea (Rosetta blu)

 

 Io sono d'accordo con il comunicato! Non ero a Perugia e non sarei venuta per la manifestazione, che so comunque non aver riscosso il successo sperato: al di là dell'evento in sé, il mio pensiero è quanto mai lontano da kermesse mega che richiamano folle sulla base del "nulla" ( o meglio, vuote di senso, piene di ...soldi), Eurochocolate in primis; non a caso sono socia di una Bottega del Commercio equo e solidale e sostengo "Altrocioccolato"... Mi pare , inoltre, che le ragioni del rispetto della bellezza e della funzione (molteplice) dei nostri luoghi storici siano quanto mai attuali, dati i tempi che stiamo vivendo...

Emanuela Arcaleni

 

Ciao, sono d'accordo, ma c'è qualche iniziativa che proponi ?

Antonio Forcina

 

Di che tipo di rappresentazione si è trattato? Non ne so proprio niente. Ho visto passando i tralicci e la loro violenta bruttezza, ma, non so perchè, ho dato per scontato che dovessero servire a qualcosa di buono. Forse ancora faccio credito alle nostre istituzioni locali del senso di rispetto della storia e dell'arte di questa città.

Giorgia Ballarani

 

Le strutture di breakfest un'offesa al patrimonio monumentale della città

L'associazione "La città di tutti", facendosi interprete dello sconcerto dei cittadini che risiedono e che frequentano il centro storico, esprime una ferma protesta per l'ennesima e impropria occupazione di corso Vannucci da parte degli organizzatori di "Breakfest", quest'anno particolarmente invasiva e improntata ad un cattivo gusto difficilmente imitabile.

E' grave che le autorità preposte, Comune di Perugia e la stessa Sovrintendenza, abbiamo permesso l'installazione in piazza IV novembre di un palco che offende la dignità del luogo e la sensibilità dei cittadini. Corso Vannucci non può essere trasformato neanche per un giorno in palcoscenico di una carnevalata.

L'associazione "La città di tutti" si augura che la prossima amministrazione non permetta più che simili strutture possano deturpare il corso della città in modo così pesante e che determini finalmente una svolta nell'uso e nell'occupazione di spazi così importanti e simbolici, prima di tutti la piazza monumentale della città, patrimonio inestimabile da tutelare e non più offendere con baracconi da fiera paesana.

Perugia, lunedì 23 marzo

Associazione "La città di tutti"

 

Totalmente d'accordo e non solo per la piazza, ma anche per tutto corso Vannucci (dove attualmente è installato il grande gazebo mulino-bianco).

Maurizio Moncagatta

 

Ha perfettamente ragione. Tutte le manifestazioni che, oltre che alterare l'estetica, espongono la piazza e i monumenti a danneggiamenti e atti di incuria o, peggio, vandalismo mi fanno pensare se una persona a casa propria inviterebbe 50 bambini con gelato, nutella e coca cola a saltare sui divani

del salotto.

Anche le feste di compleanno con i compagni di scuola si fanno in spazi adatti!

M. Cristina Tiralti

 

Caro Zuccherini, quanto da lei sottolineato è assolutamente vero. Purtroppo, con molta tristezza, si deve considerare che le ignobili e volgari strutture che di tanto in tanto inquinano la "Piazza" servono a nascondere, almeno per brevi periodi, lo scempio che della "Piazza" viene fatto ogni notte e sul sarebbe bello sentire un suo altrettanto appassionato intervento.

Cordiali saluti

Prof. Massimo Massi-Benedetti

Vice-President International Diabetes Federation

Director for Research and Education

Dasman Centre for Diabetes Research and Treatment

The Kuwait Foundation for the Advancement of Science

Che ne dici se notte tempo smontassimo il marchingegno......

Isabella Giovagnoni

 

Condivido in pieno! Facciamo una campagna martellante e chiediamo impegni a chi si candida alla elezioni.

Claudia Gornati De Ciuceis

 

Caro Renzo, ti sono grata per le tue parole e l'amore che strenuamente rinnovi e condividi con pochi ormai di noi - purtroppo - per questa nostra bella e maltrattata città. Aderisco alla tua proposta con speranza.

Elisabetta Servadio

 

Come spesso accade si cerca di chiudere la stalla a buoi fuggiti. La metafora contadina non intende disprezzare luoghi e protagonisti degli eventi di cui si parla - stalla e buoi essendo protagonisti significativi di una realtà sociale in cui si ha cura di quanto si possiede e ci rende ricchi - ma esprime un senso di impotenza di fronte ad una situazione che mi appare difficilmente "ricucibile". Da troppi anni il Corso e i suoi immediati paraggi sono diventati luoghi franchi dove poter piazzare tavolini da bar e ristoranti e dove il temerario passante - cittadino/a o turista - fa lo slalom tra schizzi di sugo e vassoi di bevande non meglio identificate, sorretti da improvvisati personaggi che sbucano da ogni viuzza che ha accesso all'acropoli. Da troppi anni Perugia è diventata una città da mangiare e da bere e non si può gridare l'allarme solo in presenza di eventi più eclatanti ma contenuti nel tempo, che sono l'epifenomeno - volgare quanto si vuole - di una pratica mercantile che fa comodo a troppi e da troppo tempo. Riqualificare il centro non può consistere solo nel liberare il tempio dai mercanti- ammesso che ciò sia ancora possibile - ma interrogarsi e interrogare l'Amministrazione su che cosa si vuole farne, quali soggetti si intende chiamare a "dirigerne" le sorti, in che modo evitare di renderlo una realtà congelata in un passato che stenta a dialogare con il presente, perchè non ci sono più destinatari della comunicazione che non siano presenze effimere e/o disinteressate. Occorre ripensare tutta la questione degli alloggi e dei locali commerciali, del loro spesso sconsiderato uso, della loro precaria manutenzione, del messaggio di spazi usa e getta che fa di molte vie del centro cittadino paesaggi desolati e desolanti, dove il vivere diventa necessariamente - per una forma di autodifesa, mi viene da pensare - non radicato e straniante. Tutto questo è cultura e solo la cultura del vivere inteso come abitare può riportare la cultura cosiddetta alta negli spazi nobili della città. Concludo - per non sembrare solo disfattista - avanzando una proposta o un'ipotesi su cui ragionare: poiché siamo in fase pre-elettorale, non si potrebbe andare ad un confronto non generico, focalizzando il problema in maniera precisa e finalizzando l'incontro a definire alcuni punti ritenuti significativi, per riprendere in mano - amministratori, presenti e futuri, e cittadini - le sorti di questa città senza sciogliere il disagio in un lago di lacrime senza costrutto?

Silvana Sonno

 

...pienamente d'accordo...che una delle Piazze più belle del mondo venga periodicamente offesa con PORCHERIE del genere (Breakfest, Eurochocolate...) non fa onore alla Città stessa e ai suoi abitanti... nulla da ridire se vi si svolgono iniziative culturali come Umbria Jazz o cose simili, ma le manifestazioni da sagra paesana che si son viste questo fine settimana, le facessero da un'altra parte...!!!

Stefano Scarponi

 

Aderisco assolutamente. Per queste pagliacciate v'è Pian di Massiano e un meraviglioso minimetrò...

Daniele Crotti

 

Dott. Zuccherini, La ringrazio per la denuncia pubblica dell'ennesimo obbrobrio perpetrato sulla pelle di noi cittadini che vorremmo vivere e far vivere le bellezze di questa nostra splendida città senza dover fare i conti con queste" pagliacciate" tanto per essere gentili.
Grazie

Edi Peterle

Condivido pienamente.
Franco Goracci

Chi guadagnava su questo scempio della nostra piazza? Si è forse pensato di fare cassa alla maniera di Venezia con le sue macchinette di Coca Cola distribuite lungo le calli e sul bordo dei canali? Il lettone è persino peggio...
Mi associo a qualunque iniziativa venga presa per manifestare sdegno per la mediocrità manifestata in questo caso da chi guida questa città.... Cordiali saluti,

Giorgia Ballarani

Caro Renzo, ti ringrazio per le tue comunicazioni,  sono incoraggianti e sensate riguardo alle decisioni della città, che purtroppo da un bel pezzo, sono levate dalle mani dei cittadini, non si possono esprimere più, si è oscurata la loro voce e la loro immagine, non sono altro che un numero; nelle campagne politiche o quando deve consumare qualcosa o pagare le tasse, o lavorare, anche se di continuo vede svanire i suoi diritti. Ma il cambiamento di questi parametri orcurantisti (mi è venuta senza volere un'allusione azzeccata "orco")  non dipende dai politici di turno, anzi, deve ritornare al popolo "consapevole" dei diritti propri ed altrui, così, si potrà respirare un'aria nuova che spazzi via le ombre di una città che vuole crescere riglogliosa e fertile per il bene di tutti senza eccezione.
Elisabetta Solano

Caro Zuccherini, condivido in pieno la tua proposta e le relative considerazioni.  La crescente aggressione alla dignità di una delle piazze più belle e ricche di storia che siano state consegnate alla nostra generazione è un dato di questi ultimi anni e se ne potranno individuare con facilità i responsabili su vari versanti. Quando fui Sindaco mi opposi con tutte le forze ai tentativi (pressanti!) di invaderla con Eurochocolate e in gran parte vi riuscii, contenendo le bancarelle al limite di via Fani. Poi abbiamo visto di tutto. La mia adesione ai candidati a Sindaco sarà condizionata a impegni precisi nel senso in cui va la tua proposta (e non solo per Piazza Novembre); ho dubbi comunque sul futuro!
Un cordiale saluto.

Gianfranco Maddoli


Gentile Renzo Zuccherini, da domani sarà attivo il nostro blog www.perperugia.it.
Perché non inserisce il suo articolo “La piazza e la volgarità” per renderlo più visibile?
Cordiali saluti,
Daria Ripa di Meana

Ha perfettamente ragione è ora di smettere con queste volgarità, il centro storico è in pieno degrado, a Perugia è rimasto solo il turismo, dovrebbe essere valorizzato sotto ogni aspetto. Colgo l'occasione per farle presente che in molti angoli della città la vegetazione non più controllata ha preso il sopravvento su tutto. Da poco sono passato in via della Cupa e mi sono reso conto che gli alberi del Campaccio hanno superato di gran lunga il muro etrusco e impediscono la vista del centro storico e anche il panorama verso il lago. La stessa cosa succede alla porta Trasimena, i lecci cresciuti a dismisura la coprono totalmente. Possiamo intervenire con il Comune ?

La saluto

Goffredo Tapperi

Ho letto il suo articolo, che condivido nella sostanza.

Credo che sia più facile proporre di spostare la Fontana perchè impiccia.

Saluti

Andrea Matcovich

 

Liberiamo la Piazza e facciamola ritornare "vivibile".

Anna Maria Marrani

Caro Renzo, sono totalmente d’ accordo con le tue considerazioni; credo che dovremo impegnarci a riaffermare il concetto di centro storico, e a maggior ragione dei suoi luoghi più rappresentativi, come bene comune e dunque non cedibile agli imprenditori di eventi; dovremmo batterci perché la concessione di spazi del centro sia riservata esclusivamente a manifestazioni ed espositori che promuovano le produzioni/tradizioni/eccellenze agroalimentari, artigianali, artistiche e culturali del nostro territorio e a soggetti che promuovono il commercio equo e solidale e stili di vita volti alla sostenibilità, usando strutture non invasive, comunque compatibili con lo stile architettonico della città e soprattutto non occupando gli spazi più significativi, come appunto la nostra amata Piazza. Per le manifestazioni puramente commerciali e che necessitano dei effetti coreografici vistosi e volgari come Eurochocolate o quest’ultima orribile trovata, credo sia perfetta l’ area mercato di Pian di Massiano, già abituata ad ospitare i “Baracconi” . Vorrei sottolineare una piccola cosa che però ritengo utile a capire il contesto in cui viviamo: secondo voi è normale che oltre agli scontati patrocini di Comune, Provincia, ecc.. Breakfest e le sue volgarità abbiano avuto anche quello del presidio Slow Food dell’Umbria? Un caro saluto

Daniela Chiavarini

Caro Renzo Zuccherini, condivido il dispiacere di constatare l'uso sconsiderato e spesso offensivo della Piazza (ma non soltanto) e aderisco volentieri alla proposta di ripensare i modi e i tempi della disponibilità degli spazi cittadini. Ma come? Non si potrebbe sollecitare l'amministrazione a promuovere un confronto sull'argomento? E non si potrebbero invitare i candidati al governo della città a prendere qualche impegno in vista della scadenza elettorale? Grazie per avere proposto l'argomento

Stella Simonetti

Caro Renzo, ho fatto girare il tuo appello, sono d'accordissimo, lo sai, non si riconosce più la necessità di luoghi d'incontro, anche se potrebbero essercene. Potremmo studiare proposte concrete, soprattutto per i tanti giovani studenti delle due università e delle scuole superiori. Tra coloro che hanno dimostrato interesse  vi sono alcuni amici universitari di varie facoltà, si potrebbe impegnarli a collaborare in concreto per proposte, anche coinvolgendo loro studenti. Buon lavoro e complimenti per il successo.
Maria Antonietta Modolo

Gent.le Renzo, io ho comunicato spesso con lei su  Perugia, mostrando la mia  tristezza della perdita del senso di città, del senso di appartenenza, del sentimento di cittadinanza. Una città che non riflette lo spirito di appartenenza non può produrre cultura, se non effimeri festival contenitori di culture "altre", di persone che passano e se ne vanno non offrendo arricchimento culturale, se non nel breve passaggio. Per es. l'attuale festival del giornalismo. Una opportunità, ma momentanea, non per tutti, ma solo per pochi che sanno o che possono. In realtà il residente è "escluso", è  SEMPRE SPETTATORE. e non può riflettere se stesso su questi eventi alieni.

 Per me cultura non è solo spettacolarizzazione, ma partecipazione, opportunità di esserci. Un po’ quello che succede nelle sagre di paese, dove c'è una partecipazione collettiva all'allestimento di un evento. Il problema è che Perugia non ha identità e senza identità quale cultura può produrre? lei sta proponendo qui, in questo giornale virtuale, un modello che può essere preso come esempio di partecipazione reale. Una possibilità aperta a tutti, e non alle solite "caste" di intellettuali in cerca di affermazione e qualche entrata ulteriore alle proprie finanze. Il problema può essere affrontato solo se il cittadino si riappropria della città, il cittadino delle associazioni, dei quartieri, i rappresentanti degli anziani, dei giovani delle scuole, dare voce e forza alle associazioni locali, alle caste della base, al volontariato attivo. Tutti si lamentano, ma sull'esempio di Legambiente, perchè non creare un gruppo di pulizia della città? magari armati di pennelli e tinture solo per cancellare quelle scritte dalle porte arrugginite dei garage  e per raccogliere le bottiglie sparse ovunque. Perchè non fare feste popolari nei parchi con giovani che sanno suonare, perchè non detrarre tasse della Gesenu se si espongono fiori dalle finestre? Anzi meglio ancora il festival del balcone fiorito. Perché non organizzare una manifestazione storica in cui si riveli l'antica Perugia, quella con gli artigiani alle porte? Far credere di essere città e non contenitore di barboni, studenti clandestini, commercianti frustrati e piagnucolosi. Lei ha ragione sulla selvaggia cessione del luogo pubblico al Mulino Bianco, ma personalmente avrei chiesto loro in cambio una spettacolarizzazione della storia di Perugia, che non è un mulino bianco, ma un bellissimo borgo che va rivitalizzato solo con buona musica d'autore. Le tradizioni vanno integrate al modernità, NEL RISPETTO  DEL LUOGO. E poi magari tra una musica e l'altra avrei offerto le merendine nocive allo stomaco, che sarebbero meglio digerite accompagnate dalle note. Avrei imposto questo allo sponsor per rendere felici i residenti.

Il problema è che chi gestisce la cosa pubblica non risiede a Perugia, ma a villettopoli, dove esiste una cultura di abuso del territorio agreste, dove il denaro è signore e acceca. La cultura è figlia dell'esperienza vitale, delle emozioni di un individuo che è anche un cittadino. Ma se gli stessi amministratori sono distratti dall' essere solo potere, si produce cultura della casta , vuota e senza anima e  ahimé non arriva da nessuna parte.

Anna Maria Lattanzi   

 

Caro Zuccherini,
leggo regolarmente le notizie e i commenti che via via mi arrivano, spesso condividendoli. Ancor di più in questa occasione! Rendersi conto che la Piazza IV Novembre è stata volgarmente offesa da una manifestazione di infima levatura, con il benestare dell'amministrazione comunale ci deve far molto riflettere!!!! Condivido quindi la proposta di far della Piazza una zona franca da "ogni" tipo di manifestazione (non dimentichiamoci dei primi concerti di Umbria Jazz liberi che provocarono il danneggiamento di alcune sculture della Fontana Maggiore, perchè alcuni vi si arrampicarono). Colgo l'occasione per segnalare insieme a tutto il degrado in cui versa il centro storico, anche quello di Piazza San Francesco, luogo ormai assai mal frequentato: di giorno divenuto "solarium" di quanti senza alcun problema si sdraiano più o meno discinti e bivaccano per ore insudiciando il prato, mentre altri indisturbati giocano a calcio, senza alcun pensiero per le pallonate che spesso arrivano dritte alla facciata di San Bernardino, tanto se si frantuma una statuetta di Agostino di Duccio ...; e all'imbrunire e di notte, come tutta la zona di via dei Priori, scale mobili e dintorni, diviene quartier generale di spacciatori e balordi accompagnati da feroci pitbull e simili, da aver paura a passare. Grazie per tutto

Elisabetta Spaccini

Ciao Renzo, una piazza, il concetto di piazza, può esistere soltanto fino a quando sarà, per dirla alla Capitini, di ognuno e di tutti.

E, forse, si può salvaguardare questo bene comune che è ogni piazza, pretendendo di poterlo guardare e farlo guardare a tutti con gli occhi incantati – e apparentemente assenti – di Sandro Penna.

Vanni Capoccia

 

La veneta piazzetta

antica e mesta, accoglie

odor di mare. E voli

di colombi. Ma resta

nella memoria - e incanta

di sé la luce - il volo

del giovane ciclista

volto all'amico: un soffio

melodico: "Vai solo?"

Sandro Penna

 

Sottoscrivo pienamente l'iniziativa di riportare la Piazza più importante della nostra città ad un aspetto e ad un uso più consono alle sue nobili tradizioni.

Anni fa, quando ero presidente del IX° Circolo Didattico di Perugia (Scuole di Porta Pesa: casa dei bambini ed elementare; Sant'Erminio: materna ed elementare; Casaglia: materna ed elementare; Montelaguardia: materna ed elementare; Enzo Valentini - Elce -: elementare) chiedemmo un incontro con l'allora assessore Boccali per risolvere il problema relativo al crescente trend di iscrizioni delle scuole ad indirizzo montessoriano (tutte le altre hanno un trend negativo, tanto che, o chiudono, o stanno per farlo!) che esigevano nuovi spazi: ci rispose che per queste scuole "d'elite" la cosa si sarebbe risolta (ovviamente dopo qualche buon anno) con nuovi edifici da costruire a Pian di Massiano. Evidentemente il Boccali non sapeva e non sa che le Scuole di Porta Pesa cui mi riferisco sono di antica tradizione per tutta la popolazione di Perugia e che, è vero, rappresentano un' elite, ma esclusivamente per il particolare metodo didattico che le contraddistingue! Io che le ho frequentate alla fine degli anni '40 ed agli inizi degli anni '50, ricordo che avevo tra i compagni di classe  figli  di professionisti, di artigiani di lavoratori autonomi, di lavoratori della campagna. E' stato un momento di crescita per tutti. Rappresentano un fiore all'occhiello, non solo per la città, ma per il mondo intero: e Perugia ne è tuttora il riferimento istituzionale.

Perché Boccali, o chi per lui o insieme a lui, non trasportano a Pian di Massiano, invece che le Scuole Montessori, certe manifestazioni, volgari e fatte solo per far fare soldi a pochi (o fonte di introiti nascosti anche per le casse comunali?) e riportano Piazza IV Novembre e l'intero Centro Storico ai livelli di civiltà e di eleganza che li caratterizzavano?

Roberto Coli

 

Caro Renzo condivido pienamente quanto argomenti con particolare precisione, ricostruzione storica e sagacia nel tuo articolo “Liberiamo la piazza” e per questo aderisco favorevolmente alla proposta che lanci per Perugia e il suo splendido centro storico.

Abbiamo una forte necessità di recuperare la piazza come spazio pubblico e civico e dobbiamo ridare senso a una funzione sociale del nostro centro storico. In questi anni abbiamo assistito a una progressiva sottrazione di spazi della socialità a favore di grandi kermesse commerciali, da una parte, ma abbiamo visto anche il proliferare dei “non luoghi” caratteristici della città postmoderna, i centri commerciali, che oltre a spersonalizzare e a riempire la difficoltà di comunicazione e di socializzazione con la trasformazione dei cittadini in consumatori frenetici, hanno contribuito a mettere in seria difficoltà, se non a schiacciare, le tante attività commerciali e artigianali di piccola dimensione che caratterizzavano il nostro tessuto urbano.

Non voglio commentare l’ennesima svendita del centro in occasione di Breakfast – concordo davvero con quanto dici e con i vari commenti al tuo articolo; però quella scelta, così come la caparbia determinazione a moltiplicare i centri commerciali a Perugia (l’ultimo – solo in ordine di tempo, temo - sarà l’arrivo dell’Ikea), ci parlano di come l’amministrazione della città abbia saputo essere così poco autonoma dai poteri forti che condizionano lo sviluppo urbanistico dei nostri territori. Parlo delle “tre c” (cavatori, cementieri, costruttori), protagonisti di quel ciclo del mattone che costituisce in maniera ipertrofica parte rilevante del tessuto produttivo e della produzione del valore aggiunto nella nostra regione. Oltre a produrre uno sviluppo di bassa qualità, una occupazione con pochi diritti, a basso reddito e temporanea, impone ai governi delle città una idea e un modello di assetto del territorio che cementifica il nostro paesaggio, cancella le piazze e moltiplica i centri commerciali (sul modello passato delle mall americane, mentre negli Usa si riscopre il gusto del piccolo esercizio e del ritorno ad una tradizione di qualità, con un rapporto molto più personale con il cittadino cliente). A questa idea di città va posto un freno, anzi occorre una vera e propria svolta nel modello di sviluppo. Perugia ne ha urgente necessità.

Stefano Vinti

 

Caro Zuccherini, ti scrivo da Perugianews. Leggo con interesse le tue segnalazioni. Se vuoi, il portale nostro può ospitare tuoi articoli e contributi. Se lo ritieni opportuno saremmo lieti di pubblicare un tuo articolo sull'iniziativa liberiamo la piazza. Inoltre se vuoi col sistema rss possiamo lincare il tuo sito o blog. Grazie, ciao.

 Maurizio Troccoli

 

Sono perfettamente d'accordo. Io direi di togliere anche tutti i tavoli dei dal Corso. Inizialmente era sopportabile ora mi pare non lo sia più. Più che un'area pedonale mi sembra un'area ristoro Quando c'è un po’ di affollamento o si creano dei sensi unici pedonali (chi da piazza Italia va verso il Duomo passa a destra e viceversa) o chi passeggia è costretto a continue spallate. Tra l'altro non capisco neanche chi piace mangiare mentre viene osservato da quanti passegiano. Anche dal punto di vista turistico ritengo che con gli ombrelloni si perdano anche le prospettive di quello che è il magnifico cuore della città. Saluti

Parker

 

Condivido il senso della proposta di Zuccherini contenuta nell’articolo, concordando sulla necessità di valorizzare maggiormente la funzione "sociale" degli spazi pubblici, a partire dal luogo-simbolo della città, piazza 4 Novembre. Ritengo tuttavia utile aggiungere una chiosa alla proposta perchè sarebbe - a mio avviso - un errore, non privo di conseguenze negative, ridurre il complesso tema dell’uso della città alla dicotomia “commerciale,specie nella forma della media e grande distribuzione/valore negativo - sociale/valore positivo”. In primo luogo perchè lo scambio (il commercio) è una funzione sociale (anche se in parte svilita dalla tendenza all’iperconsumismo manifestatasi negli ultimi anni), una delle prime e più profonde modalità di interrelazione tra gli individui che continua, anche oggi, ad occupare uno spazio centrale nella vita dell’uomo. I centri storici sono nati e si sono sviluppati in funzione della necessità di difendersi dall’attacco degli agenti esterni e – soprattutto – di facilitare lo scambio; la prima forma di spazio aperto della città (in epoca romana, prima e medioevale, poi) è stato il Mercatale. In secondo luogo perchè l’accesso a beni e servizi non può e non deve essere limitato ai piccoli esercizi. L’economia di scala rappresenta spesso un fattore determinante nella definizione del prezzo di accesso ad un bene o ad un servizio (il così detto basso costo, low-cost) e dunque la presenza della media e grande distribuzione rappresenta un fattore essenziale nella calmierazione dei prezzi e nell’allargamento dell’accessibilità al consumo delle fasce di popolazione meno abbienti (come nel caso del colosso Ikea che permette, a prezzi contenuti, di accedere ad una gamma di prodotti di arredamento caratterizzati da un design riconoscibile e non dozzinale, diversamente accessibili solamente ad un numero molto più ristretto di persone). Come sarebbe un errore ritenere che il diffondersi della media e grande distribuzione degli ultimi anni sia dovuto prevalentemente a ragioni speculative (che esistono ma rappresentano un effetto della diffusione del fenomeno e non la causa) e non dalla profonda modificazione dello stile di vita delle persone, caratterizzato da una sempre maggiore mobilità sul territorio (per lavoro, studio, relax, etc.) e dalla compressione del tempo disponibile che rende sempre più necessario (dato che questo processo è irreversibile, allorché sia possibile – e necessario - ridurre il suo impatto sul sistema ambientale) disporre di un accesso ai beni/servizi tendenzialmente unificato (compresenza di un vasto numero di settori merceologici e servizi), rapido (posizionato lungo le direttrici di scorrimento della mobilità) e comodo (dotato di ampie aree per la sosta dei veicoli). Non è infatti un caso se negli ultimi dieci anni gli spazi commerciali hanno surrogata sempre più la funzione sociale dei centri urbani storicizzati, dando vita a luoghi sempre più ibridi, come ci segnalano da tempo i più importanti sociologi del paese. Ignorare o semplicemente sottovalutare tali aspetti (e le implicazioni ad essi connessi) nel definire le politiche di governo del territorio di una città equivale – con alta probabilità – ad ottenere un risultato esattamente opposto a quello auspicato, ovvero il sostanziale abbandono dei centri storici (con la conseguente morte certa – e non a causa della grande distribuzione – dei piccoli esercizi commerciali di prossimità). Poiché non è con il divieto che si governano i fenomeni e le tendente sociali ed economiche in atto che, qualora bandite da un determinato ambito territoriale (nel nostra caso il territorio comunale), troveranno certa ospitalità in un’altro (con la migrazione sociale ed economica che ne consegue). La soluzione dunque non risiede nel promuovere crociate contro la media e grande distribuzione o nel “liberare” lo spazio pubblico del centro storico dalle funzioni e dagli eventi commerciali ma in una regolamentazione che sappia coniugare accessibilità ai beni/sevizi (promozione del basso costo della media e grande distribuzione) con la tutela dei piccoli esercizi di prossimità attraverso la differenziazione dell’offerta e la sua integrazione con le attività ludiche e ricreative (nel caso dei piccoli esercizi del centro storico, a titolo esemplificativo, aumentando la flessibilità degli orari di apertura e stimolando l’afflusso con l’integrazione all’offerta culturale) e soprattutto facilitando l’accesso alle aree centrali, allargando le fasce orarie di esercizio del trasporto pubblico e implementando le infrastrutture della mobilità.

Post scriptum: Nel valutare l’operato dell’amministrazione comunale degli ultimi anni, oltre a porre l’accento su ritardi e inadeguatezze che sicuramente ci saranno stati, inviterei a ricordarsi anche dell’importante risultato ottenuto con la realizzazione del Minimetrò, senza il quale, il parlare oggi del futuro del centro storico rischierebbe di essere quasi esclusivamente un esercizio di stile. [http://blog.libero.it/territorio/]

Claudio Fondelli

 

Come si può degradare una piazza così bella e così ricca di storia?
Simonetta Stopponi

 

 

In linea di massima sono in accordo con quanto dice Renzo Zuccherini anche se bisogna stare attenti, il centro storico è sempre più vuoto non esiste una politica seria di rilancio della frequentazione dei perugini alla città. Non sono del tutto convinta che una serie di iniziative altamente culturali possano ravvivare il centro, bisogna pensare a cose alternative che facciano tornare i giovani gli anziani gli adulti che si allontanano sempre di dal centro per andare in questi orribili posti come il centro Borgonovo a Centova o i centri commerciali disseminati nel territorio. Dovrebbero essere i ragazzi o gli anziani o gli adulti ad indicare quali sono le cose che potrebbero rilanciare il centro. Si potrebbe lanciare una discussione aperta sul blog per poter raccogliere idee. Un saluto

Flavia

da http://www.perperugia.it/?page_id=126

 

Cari proponenti, esprimo il mio apprezzamento per il vostro tentativo di stimolare la discussione circa il futuro di Perugia presso i suoi cittadini. Non essendo uno di loro mi limito a rilevare che la formulazione dei vostri intenti è ampiamente condivisibile ma forse troppo generica. Condivido l’importanza fondamentale delle posizioni etiche ma, se queste si riferiscono al governo della città, dovrebbero forse essere coniugate in proposte concrete per poter essere comprese e apprezzate sino in fondo. Pertanto ritengo che un’adesione più convinta e circostanziata alla vostra proposta poteva forse essere stimolata individuando alcune precise iniziative, a vostro parere non condivisibili, attuate dalla giunta precedente e/o alcuni atti concreti che la nuova giunta dovrebbe mettere prioritariamente in agenda.
A proposito di iniziative da attuare nella prossima legislatura mi permetto di segnalare l’adozione di un provvedimento in grado rispondere al bisogno, che molto frequentemente ho sentito esprimere dagli stessi abitanti, di mantenere il decoro del centro storico. Che ne direste della proposta di vietare lo svolgimento di qualunque manifestazione di carattere pubblico nelle aree di maggior pregio come piazza IV Novembre?
Tanti auguri per il prosieguo della vostra iniziativa.

Andrea Selis

da http://www.perperugia.it/?p=1#comments

 

Carissimo Andrea, grazie di averci dato il tuo contributo.
Tu hai ragione a definire troppo generali ( preferisco questo termine al tuo: generiche ) le nostre premesse declinate nei Manifestiamo; ma vedi, mentre a te suonano scontate è soltanto perché ti sono insite, sono il tuo presupposto etico quotidiano…
Così non è per chi ci governa da sessant’anni e allora ci è sembrato doveroso premetterle al nostro lavoro di riflessione manifestando, appunto, una nostra posizione etica. Non siamo né un partito né una lista elettorale ma un gruppo di noi che ha a cuore che la città venga amministrata in modo più etico appunto, cioè trasparente, libero e colto.
Per quanto riguarda l’uso della piazza Quattro Novembre abbiamo sottoscritto una proposta che viene da una associazione ( la troverai nel nostro blog sotto Documenti); mi sembra interessante e proprio oggi è stata ancora arricchita; domani aggiungerò al testo i nuovi contributi che la riguardano. Baci cari.
Daria Ripa di Meana

da http://www.perperugia.it/?p=1#comments

 

Si è svolto in questi giorni, nel centro storico di Perugia, il Festival Internazionale del Giornalismo. Ci sono stati numerosi interventi di giornalisti autorevoli sul ruolo dell’informazione nei nostri tempi. Inoltre si è discusso di criminalità organizzata e dell’importanza di una lotta che per essere vinta non può che essere nazionale. Roberto Morrione, presidente della Fondazione “ Libera Informazione” ha ripetuto, in un’intervista televisiva, il ruolo che la camorra sta assumendo in Umbria e le pericolose infiltrazioni nella nostra economia.
Purtroppo nei numerosi dibattiti che ci sono stati ha brillato la mancanza totale dei politici umbri di qualsiasi schieramento, che forse sperano di risolvere il problema con l’istituzione di una commissione regionale antimafia e non, come ci dice sempre Don Luigi Ciotti, sporcandosi le mani ogni giorno con i problemi.
Infine, rispondendo a Zuccherini e Flavia, pensiamo che queste siano le manifestazioni che possono rinvigorire il centro storico e non quelle commerciali (vedi Mulino Bianco): quelle cioè di contenuti culturali tendenti a qualificare la vita della nostra città.

Mario Paolini e Walter Cardinali

da http://www.perperugia.it/?p=1#comments

 

Carissimo Renzo,
leggo con ritardo la serie degli interventi sul tema "Liberiamo la Piazza", che condivido, e sottoscrivo in particolare le parole di Stefano Vinti.
Vorrei anch'io auspicare che si torni ad una pratica del luogo nell'accezione occidentale classica di agorà o forum, con una funzione meno "commerciale" e più "sociale".
Un saluto cordiale e auguri,
Luigi Maria Reale

 Caro Renzo, includi anche me.
Fiorella Giacalone

 Gent.mo Renzo Zuccherini,
la ringrazio ancora delle e-mail che mi invia e con le quali mi trovo sempre d'accordo.

Maria Ferrante

 Caro Zuccherini, non solo condivido pienamente l'idea di "liberare" la piazza, ma rifletto anche tristemente sul fatto che Perugia è una delle poche, se non l'unica, città che non è stata capace di pedonalizzare neanche duecento metri di strada. Si guardi quello che succede in Corso Vannucci a tutte le ore del giorno e forse anche della notte, risse permettendo. Ma questo significherebbe impegnarsi a rivitalizzare culturalmente un centro storico quasi intatto, quindi fare cultura. E allora abbiamo piazze e strade da consumo e da accampamento. Ma forse ce lo meritiamo.

Franco Mezzanotte 

 

 Salve Renzo, concordo pienamente... Ma penso che questo ultimo (squalllido) 'happening' della colazione in piazza non faccia altro che confermare l'intenzione della nostra Amministrazione di distruggere il centro storico inteso nella accezione vera e mutarlo in un centro commerciale (commerciale ma non pensando certamente ai negozi del centro quanto alle casse del comune), magari con tanti parcheggi (ma il minimetro' non doveva servire a diminuire il traffico in centro?) Eppure iniziative valide e che negli ultimi tempi hanno riportato gente (i Perugini) in centro ci sono state e ci sono (anche grazie all'ottimo Cernicchi). Penso che per rivalutare gli spazi storici di Perugia il miglior metodo sia quello di ripopolarli, di essere presenti e quindi dare modi e pretesti alle persono di frequentarli. Certamente pero' non con iniziative che portano gente che non ha il minimo interesse se non quello delle merendine, magari gettando la carta in terra, o riempiendo il Corso con decine di tavoli da sfoggio e mettendo invece pochissimi cestini.

Michele Cassioli

 Le scrivo per una osservazione riguardo ai lavori che stanno ultimando a Piazza Morlacchi in vista dell'inaugurazione della nuova biblioteca.
Il comune sta rifacendo il manto stradale con asfalto. Sembra ovvio e lo dicono anche gli operai, che è il sistema più economico e rapido, però aggiungo che in vista della lunga 'degenza' del rimedio, al posto della pavimentazione in pietra sarebbe stato civile, decoroso, usare ASFALTO BIANCO, di minor impatto per il contesto, purtroppo usato raramente sia nei centri storici sia nelle aree ambientali e il cui costo maggiore risulta relativo rispetto al risultato estetico
ottenuto. Possibile che nessuno se ne sia data pena?
Saluti e grazie del suo impegno

Angela Margaritelli

 Caro Zuccherini, sono d'accordo nel riconsiderare la piazza come luogo di incontro e palestra culturale tendenti.
Quale unioversitario vado da tempo sostenendo che Università e città debbono fare "sistema" per garantire quella crescita professionle, culturale e sociale per i futuri dirigenti del Paese. Trovo quindi validissime tutte le proposte, ma in modo particolare quella di M. Antonietta Modolo, che prevede il coinvolgimento degli studenti coinvolti (universitari e non).
Alvaro Standardi
Docente presso la Facoltà di Agraria - Università di Perugia

 

A proposito di Eurochocolate

9 aprile 2009

Nulla da aggiungere alla sapienza delle riflessioni di Renzo Zuccherini: si riferisce all’iniziativa Break-fest, la kermesse del ‘lettone’ piazzato sulle scale del Duomo, a fare tutt’uno con Piazza IV Novembre.
Ecco, il lettone evoca il vero fantasma: EUROCHOCOLATE.

La manifestazione ha l’intento di celebrare, da 16 anni a questa parte, l’antico fasto della Perugia capitale del cioccolato con un portato straordinario di notorietà, di visitatori, di consistenti afflussi economici.
In risposta alle pesanti critiche che nel corso dei 15 anni sono state mosse agli Amministratori per l’ iniziativa questi ultimi hanno sempre replicato che bisogna stare in guardia e non trasformarsi in difensori di scelte elitarie.

Non si potrebbero finalmente e collettivamente valutare le ricadute economiche e commerciali e di immagine ma anche e soprattutto i pesanti costi pubblici, per esempio la vigilanza sulla manifestazione ecc. e la straordinaria invasività di questa iniziativa nei confronti dei cittadini?
Perché il centro storico di Perugia per lunghi 10 giorni si metta al servizio di una seppur fantasiosa e redditizia iniziativa privata, i ritorni dell’operazione dovranno essere davvero eccezionali!
Chiediamo che gli Amministratori rendano finalmente pubblico chi e in che misura trae vantaggio da questa iniziativa.

Le bancarelle e i gazebo potrebbero essere sistemate più agevolmente a Pian di Massiano dotato di grandi parcheggi e del nuovo servizio del minimetrò; lo dimostrano con evidenza la Fiera dei Morti e i mercati settimanali.

Purtroppo nulla dà Eurochocolate al nostro centro storico ma molto servono a  Eurochocolate la Fontana Maggiore, il Palazzo dei Priori e la Galleria Nazionale: a noi cittadini la manifestazione restituisce solo intasamenti, fatica, vincoli, disagi.

Ben diverso è il rapporto Umbria Jazz – centro storico: la manifestazione non sarebbe divenuta culturalmente quello che è se i musicisti jazz e i giovani del pubblico non vivessero e sciamassero nel cuore della città…

Manca ad Umbria Jazz il ruggente richiamo popolare al consumo che caratterizza  invece Eurochocolate.
Noi Sette di  PerPerugia

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Il primo articolo:

La Piazza oscurata dalla volgarità
Una proposta: facciamo della Piazza una zona franca della cultura e della partecipazione, come è stato fatto per la Sala dei Notari; vietiamo in Piazza ogni installazione: palchi, strutture, bancarelle, amplificazione


Chi arriva in Piazza non vede più la Fonte, non vede più il Palazzo, non vede più la singolare sobrietà monumentale e l’equilibrio architettonico di una Piazza costruita nei secoli: tutto è oscurato da un enorme ingombro, un mostro di tralicci con annessa amplificazione invadente e scurrile.
Ancora una volta, una manifestazione commerciale, di un genere sempre più volgare e sfacciato, ha occupato il posto della Piazza.
Chi ha dato il permesso per una simile invasione, degradante per il luogo e capace solo di far fuggire i turisti?
E’ possibile che un’intera città, di cui la Piazza è il simbolo, sia ostaggio di interessi privati?
E’ possibile che l’amministrazione non difenda (tra l’altro) gli interessi degli esercizi pubblici del centro dalla minacciosa aggressione della manifestazione?
Non ci sarà una sollevazione della coscienza civile e civica, capace di chiamare la cosa con il suo nome: vergogna?
Nel denunciare la resa dei poteri civici, faccio a tutti una proposta: d’ora in avanti, la Piazza sia liberata da ogni e qualsiasi manifestazione commerciale, e restituita alle sue funzioni storiche, cioè la funzione politica, la funzione culturale, la funzione turistica, la funzione commerciale diffusa (quella del piccolo commercio e degli esercizi pubblici).
Ripeto qui quello che ho scritto in altre occasioni:
“La Piazza Grande non è un luogo naturale, ma è una costruzione artificiale, voluta dal Comune popolare, che, a cominciare dall’XI secolo, ha riempito l’avvallamento che esisteva tra il Colle del Sole a nord e il Colle Landone a Sud. La Piazza fu poi allargata verso est (oggi Piazza Matteotti) con grandi sostruzioni arcate. La Piazza non c’era: fu voluta dal popolo. Sulla Piazza si affacciavano i palazzi pubblici: del Podestà, dei Consoli, dei Priori, dei Notari e di altri Collegi, del Capitano del Popolo... Al centro della Piazza, la Fontana, monumento civile e simbolico ad un servizio pubblico.
A che serviva una Piazza così grande, in una città in cui le mura (ancora quelle etrusco-romane) rendevano raro e prezioso il suolo rispetto ad una popolazione in rapido aumento?
Evidentemente, serviva a contenere il popolo quando vi si radunava per le grandi decisioni. Nella Piazza si svolgeva il mercato; i notai certificavano gli scambi; spettacoli, cerimonie e riti (come il corteo delle Sommissioni il 1° marzo) avvenivano in Piazza; persino la Battaglia dei sassi, inizialmente, si svolgeva in Piazza. Andare in Piazza significava entrare in contatto con tutti, con la città: significava prendersi una parte (anche piccola) di potere. Oggi parleremmo di un uso polifunzionale, ma non generico: infatti, tutte le funzioni erano subordinate a quella “politica”, cioè alla gestione del bene comune della città”.
In questi ultimi decenni, la Piazza è stata accuratamente svuotata di queste funzioni (sostituite appunto da volgarità di massa): il popolo non vi si riunisce più, il piccolo commercio è marginalizzato e via via cede il posto alle grandi catene, al posto dei riti civili trionfa la volgarità, le decisioni sono prese al chiuso, e altrove.
Allora, cambiamo strada: eliminiamo dalla Piazza tutte le manifestazioni, salvo quelle di alto livello politico o culturale; vietiamo comunque l’installazione in Piazza di palchi, strutture, amplificazione, bancarelle, chioschi, ecc. Impareremo non solo a rispettare il luogo, ma soprattutto a rispettare i cittadini e i loro bisogni (quelli veri, non quelli indotti dalla grande distribuzione): la socialità, la cultura, la partecipazione, la bellezza.
Non dimentichiamo che qualcosa del genere è stato fatto alla fine degli anni 70 per la Sala dei Notari, che in precedenza era utilizzata in modo indiscriminato e subiva un degrado incessante: dopo il restauro, la Sala viene concessa solo per manifestazioni di alto livello culturale o simbolico.
E’ ora di cambiare strada e di liberare la Piazza. Forse si potrebbe pensare ad una commissione di esperti di prim’ordine per vagliare eventuali richieste di utilizzo della Piazza, sulla base di parametri severi e rigorosi; certo è che la responsabilità del degrado dell’idea di Piazza rimane alla politica, sia per il passato che soprattutto per il futuro.



Renzo Zuccherini


Inserito venerdì 20 marzo 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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