26/01/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Le foglie nuove anche nel freddo di gennaio
con due poesie di Luciano Erba


Carissimi amicicompagnidicammino,
 

i miei e nostri FFOP aprono l'anno nuovo con due poesie di Luciano Erba, di recente scomparso. La prima mi è stata suggerita da Nanni (con queste note: "Questa è proprio per te [sono nato a Milano e a Milano ho frequentato la scuola media superiore e fino ai 19 anni ho vissuto nel suo hinterland, a nord, alle Groane, e Milano era un punto di riferimento]. Per le piccole cose (spesso lombarde) che racconta Erba, un poeta che potresti incominciare a praticare. Ciao e buon anno).

 FFOP 1 2011.pdf

 
La seconda è una mia scelta.
 
Dopo le due poesie ho pensato di riportare due delle tante risposte augurali che ho ricevuto negli ultimi giorni anche in rispodta a quanto da me inviato. Risposte che trattano non certo e non soltanto di auguri qual tali, ma di osservazioni sul mondo che stiamo vivendo.
Infine pochissime righe di un altro amico 'camminatore' (ma non solo) che ben si armonizza e fa da da prologo agli argomenti che nei 12 numeri dei Folia Fluctuantia affronterò nel corso del 2011, e poi, tante ........ (l'albero di Natale che la casa editrice ali&no ha inviato a molti di noi ne è l'emblema e l'augurio, sempre 'fluttuante', volante, ondeggiante, volteggiante, ... indovinate voi...). Grazie.
 
 
Capodanno a Milano
 
Si credeva che a Milano a vedere
per primo un uomo sulla soglia di casa
andando a messa il primo di gennaio fosse
segno di prospero futuro.
 
Erano figure nere di pastrani
incerte nella nebbia del mattino sciarpe bianche,
cappelli, flosci e duri rintocchi di bastone, passi lontani.
 
Or dove siete, uomini augurali?
L'onda lunga del vostro presagio
si frange ancora alla riva degli anni?
 
Dentro una nebbia tra noi sempre più fitta
mi sembra tavolta intravedere
un volo di profetici mantelli.
 
 
Lo svagato

Ma quando arrivano? e come?
e chi li manda tra noi?
un giorno li trovi vicini
con un berretto a visiera
la sciarpa rossa, le mani
nelle tasche davanti dei calzoni
nuovi compagni dei nostri giochi
silenziosi, sorridenti compagni
più piccoli di noi, più pallidi
stanchi a una breve corsa, maldestri
a lottare, a saltare, e senza peso.
Ricordo uno che un mattino d'ottobre
salì con noi fino al monte Cavallo
aveva le guance rosse di mal di cuore
sorrideva correndo per restarci vicino.
E un altro, né escludo che fosse lo stesso
per quel loro modo di camminare e il maglione turchino,
che per vigneti mi seguì al fondovalle
a pesca di trote dove il fiume
si dirama in chiari canali.
Si restò fino a sera dentro l'acqua
senza che mi chiedesse una volta
di provare a pescare: poi scomparve
per un sentiero che non saprei più trovare.
E un terzo, o ancora lo stesso,
per quel loro grande nodo alla sciarpa di lana,
e per il suo starmi in silenzio vicino
nei prati gialli fuori città
in un'Africa immaginata
per un'immobile, lunga giornata. E un quarto...
 
Scomparsi. Distrutti da febbri spietate,
consunti da un male ignoto, lontani, non so.
Né so se torneranno, né quando, né come
gli amici, i giorni, la più chiara stagione,
se tornerà la vita
perduta per disattenzione.
 
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Semplicemente tanti cari fraterni auguri.
Tante cose inutili ci circondano e ci impediscno di vivere i valori più
veri e spesso più semplici.
Ovviamente a scapito dei più deboli e spesso più giusti, perchè il buono a parità di intelligenza perde sempre nei confronti dello scaltro
approfittatore.
Anni fa avevo tante conoscenze e anche amicizie ora frequento:
-  tanto il laboratorio dove pochi scaltri creano ambiente difficile e non
armonioso;
- poco il vicinato sempre più chiuso, a volte a nascondere i propri
problemi che in passato più facilmente erano manifestati;
- poco la famiglia che con l'esperienza scolastica delle figlie mi permette di vedere ragazzi svogliati, attratti da guadagni facili o altri
individualisti e gelosi dei propri voti.

Auguri per un recupero dei valuri umani veri, puliti, semplici,

 A. R.

 
Sol Stat.

              Auguri per un futuro più luminoso, con tanti buoni frutti ricchi di antiossidanti, che ci aiutino a vivere più a lungo, in un mondo in cui ci siano regole certe. Magari ci potremmo accontentare dei soli 10 comandamenti e della meccanica quantistica, in particolare se invochiamo le nostre radici Giudaico-Cristiane-Islamiche-Buddiste-Rinascimentali-Illuministe-Mazziniane-Risorgimentali-Futuriste-Dadaiste-Minimaliste-Concettuali-Bioartistiche. Purtroppoqualcuno/a rimarrà fuori, pregate per lui/lei, qualunque sia il vostro credo, che possa raggiungere l'illuminazione. E a chi è rimasto dentro: Buon Solstizio d'Inverno, Buona Raccolta di Vischio, ma si munisca di un Falcetto d'Oro; Buon 2011.
Vi abbraccio tutti, siete meravigliosi!
P. A. B. 

 
Ed infine la citazione che può interpretarsi come una introduzione (ed il tutto è casuale?) ad uno dei temi principali che caratterizzeranno i dodici numeri di FFOP 2011:
Parole giuste che tutti condividiamo.
Grazie



Daniele Crotti

Inserito martedì 28 dicembre 2010


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