23/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La Piazza del concertone
Oggi il centro storico è più vivo? Una serie di questioni, su cui vorremmo invitare a discutere


Come era prevedibile, ed era previsto, una folla sterminata ha assistito al concertone per il compleanno di Radio Subasio. Come sempre, il successo dà ragione a chi ha successo.

Ma proprio perché prevedibile, un affollamento del genere lascia in piedi una serie di questioni, su cui vorremmo invitare a discutere, come si dice, a bocce ferme, cioè dopo che l'evento c'è stato e prima che ce ne sia un altro (e siamo certi che ce ne saranno altri).

La prima questione riguarda l'uso della Piazza per fini commerciali e di consumo (e anche questo concertone, a suo modo, lo era): in molte città italiane, compresa Roma, è stato deciso di non concedere le piazze storiche per usi commerciali: perché Perugia continua a dare la sua piazza a qualsiasi impresa o iniziativa commerciale? E dire che alcune dichiarazioni dell'assessore Severini avevano fatto sperare in un cambio di mentalità: ma evidentemente certi meccanismi economici sono più forti della "buona volontà"...

L'altra, drammatica, questione riguarda la sicurezza dei monumenti: se ne è molto discusso, in questi giorni, anche sulla stampoa nazionale. Cero fa impressione vedere il Portale del Palazzo dei Priori usato come sostegno per i fili della corrente: ma nessuno (nelle istituzioni) ha trovato niente da obiettare.

Una terza questione investe l'idea che con questi "eventi" il centro torni a vivere. Sono decenni che in centro si alzano palchi e si fanno concerti e si piazzano bancarelle, ma il centro continua a perdere centralità, a perdere abitanti, a perdere attrattiva, insomma a svuotarsi. La mattina dopo l'evento, il centro è più deserto di prima; le migliaia di persone che si vedono nella foto sono tornate a casa, e non le rivedremo fino al prossimo "evento".

Non sarà il caso di cominciare a pensare che sono proprio gli "eventi" (specie quelli di maggior successo) a rendere insostenibile il centro? Forse una maggiore attenzione alle persone che quotidianamente vivono la città darebbe maggiori frutti: attenzione a far tornare i residenti nella città storica, a far crescere le iniziative culturali, a dare spazi alle associazioni, a portare gli eventi in luoghi ove non impattino con la città.

Non sarà il caso di pensare alla città e al suo centro come a una rete che non solo assorbe cultura dall'esterno, ma è anche capace di produrre una sua cultura, magari proponendola all'esterno? E la base di questa cultura può essere solo la coltivazione delle tante energie che la città possiede, ma non valorizza.

Continuiamo a parlarne, almeno fino al prossimo "evento".

(foto: da Perugia Today)

(sulle dichiarazioni dell'assessore Severini, e soprattutto sulla questione dell'uso politico dei concerti per distogliere i cittadini dalla politica, vedi cosa scriveva La Tramontana nell'agosto 2014:

Il palco che offende
Il palco per il concerto di San Lorenzo, davanti al duomo, sarebbe offensivo. Ma la Piazza è di tutti, è il luogo "politico" per eccellenza della città, è il luogo in cui il Popolo si confronta con il Palazzo. Speriamo che il Comune consideri offensiva anche l'invasione commerciale della fiera del cioccolato: aspettiamo la nuova Giunta alla prova
http://www.latramontanaperugia.it/articolo.asp?id=5762

 




Inserito domenica 15 maggio 2016


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